Recensioni

Jazzit, 2010 – recensione di Luciano Vanni.

“Flamingo” cd.
Andrea Tofanelli | ACM Records (2010)
“Flamingo” é il prodotto finale di un lungo lavoro di organizzazione musicale di tipo orchestrale, voluta dal trombettista italiano Andrea Tofanelli in terra americana. L‘idea é quella di dotare di infiniti mezzi stilistici una big band, attingendo sia a sonoritá piú retrò sia a soluzioni piú moderne. L‘inizio dell‘album ha un sapore d‘altri tempi, che evoca il ricordo del sound dell‘orchestra di Maynard Ferguson, ma giá a partire dall‘omaggio al compositore Giacomo Puccini con l‘elaborazione swing del “Nessun Dorma”, lo spettro espressivo si fa decisamente piú vellutato. L‘album contiene anche momenti altamente lirici e intimisti, come il duo col pianista Mauro Grossi in “The Last Legend”, frammenti latin tinge con “Father” e smooth funk con “Deal With It”. La voce strumentale di Andrea Tofanelli si distingue per virtuosismo, per l‘utilizzo, assai brillante, del vibrato e per una forte carica emotiva impressa in ogni singola nota emessa.

Top ↑


Musica Jazz, Luglio 2010 – recensione di Gian Mario Maletto

“Flamingo” cd (Bollino Blu: CONSIGLIATO DA MUSICA JAZZ)
Andrea Tofanelli | ACM Records (2010)
Ci sono, anche nel jazz italiano, musicisti di uno stampo degno d‘esser definito “classico”, tanto nell‘esprimersi richiamano il paragone con i grandi solisti della storia. In particolare hanno una perfezione di stile mirabilmente raggiunta e apparentemente (ma solo apparentemente) privilegiata sulla ricerca del nuovo e sull‘istinto. In tale rara schiera figura certo il trombettista versiliano Andrea Tofanelli, cui danno sostegno la lunga collaborazione con Maynard Ferguson e il culto che mantiene verso il fuoriclasse canadese.? Il suo nuovo disco lo vede svettare al centro di un‘orchestra raccolta in California tra musicisti di valore e diretta a turno dagli arrangiatori, che si avvalgono di ogni genere di testi, inclusi Puccini e Modugno (e anche il Pino Iodice di “Melodia Infinita”). A margine come organico sono i due brani scritti da Tofanelli stesso: il quartetto di “Dania‘s Theme” e il duo di “The Last Legend”, finissima dedica proprio a Ferguson, che Mauro Grossi sa condividere magistralmente. Un buon disco, “classico” appunto.

Top ↑


Frank Foster
compositore e arrangiatore della Count Basie Orchestra
2 volte vincitore del Grammy Award

Note di copertina del cd "More Than Just Friends", vincitore del "PREMIO SWISS JAZZ 2010".
Dani Felber Big Band, prima tromba Andrea Tofanelli.
... il brano "Discommotion" dá alla band l'opportunitá di dimostrare la sua bravura musicale ... Dopo un eccitante interplay tra sax e ottoni, lo sfolgorante ensemble finisce questo brano con una accecante boato, ma non prima che una tromba acutissima (Andrea Tofanelli) lo surriscaldi ulteriormente con alcune torride linee solistiche che culminano con la feroce esplosione di un Do Trisacuto. Non ho mai sentito niente del genere in nessun‘altra precedente registrazione di big band" Devo sottolineare ancora una volta che questo meraviglioso ensemble compie gesta praticamente sovrumane in questo sorprendente cd"

Top ↑


International Trumpet Guild, USA - Gennaio 2011 – recensione di David Bohnert, Wayne State College, NE

“Earth Games 2012” cd. Nicola Ferro compositore - Andrea Tofanelli solista | Summit Records (2010) "Earth Games 2012" é un insieme eterogeneo di stili, eseguito da alcuni degli attuali migliori strumentisti del mondo. La strumentazione comprende un quartetto d'ottoni (tra i quali Andrea Tofanelli, Joe Alessi, lo stesso Nicola Ferro e Justin B. Clark), con sezione ritmica e la tuba, ma il repertorio é tutt'altro che tipico per quartetto d'ottoni. Il disco é una raccolta di 4 suites destinate ad essere un "viaggio virtuale nel tempo e nello spazio", ispirato dalla profezia di Pacal Votan (sovrano Maya del VII secolo) che indica il 21 Dicembre 2012 come data di chiusura del ciclo di questa era del Mondo. Molti suoni del disco sono manipolati o creati elettronicamente e rappresentano un'interessante fusione tra jazz, pop, blues, orientale e stili alternativi. Le esecuzioni sono eccezionali, e il modo stellare di Tofanelli di suonare la tromba mette in vetrina il suo estremamente ampio registro acuto e la sua facilitá nel controllarlo.

Top ↑


International Trumpet Guild, USA - Gennaio 2011 – recensione di Thomas Erdmann, Elon University, NC

“Flamingo” cd
Andrea Tofanelli | ACM Records (2010)
Mescolando musica popolare col virtuosismo del registro sovracuto, il debutto discografico americano di Andrea Tofanelli é una raccolta di pezzi originali e popolari eseguite in uno stile jazz orchestrale. Tofanelli non delude mai, appoggiato da una solida big band, che include trombettisti come Wayne Bergeron, piú un corposo pieno orchestrale di archi trattati secondo lo stile Sinatra. In sintesi, il trombettista italiano non ha mai suonato meglio. Il suo timbro é ancora piú rotondo, il suo registro superiore piú corposo, e la sua abituale perfezione nella stratosfera della tromba é piú acuta che mai, il che, parlando di Tofanelli, significa dire tutto. Sia in ballads come il suo "The Last Legend" o nel "Nessun Dorma" di Puccini, Tofanelli offre 40 minuti di fiammeggianti peripezie pirotecniche. I pochi assoli improvvisati che prende dimostrano comunque che egli é abile come qualsiasi altro jazzista contemporaneo.

Top ↑


All About Jazz, ITALIA – recensione di Valerio Prigiotti - 2010

“Flamingo” cd
Andrea Tofanelli | ACM Records (2010)
Richiesto in America per stage e concerti, presente da anni in tutte le principali trasmissioni televisive, voluto da Bruno Tommaso a Barga Jazz come Prima Tromba e da Massimo Nunzi nei suoi progetti dedicati a Stan Kenton e Maynard Ferguson. Ecco alcune tracce che possono dar conto del ruolo di Andrea Tofanelli nella comunitá trombettistica italiana, all'interno della quale é apprezzato per la sua maestria nel registro sovracuto e il suo impegno didattico. Con Flamingo giunge al terzo CD, dopo Mattia's Walk e un album di arie classiche e napoletane. La nuova esperienza lo vede in trasferta, alla testa di una potente orchestra americana e alle prese con un repertorio studiato per evidenziare il dominio dei bisacuti, ma senza dimenticare un registro centrale che negli anni ha visto una bella maturazione, acquisendo corpo e calore. Dopo un'apertura che strizza con gusto l'occhio al mercato americano ("Volare" e "Nessun dorma") il disco prende una piega molto piú interessante per l'appassionato di jazz, offrendo arrangiamenti di maggior spessore e brani originali e stimolanti. "The Last Legend" é una ballad per tromba e piano, dedicata a Ferguson e in grado di mostrare come, nelle mani di Tofanelli, il registro estremo della tromba possa essere suonato con delicatezza e controllo dinamico. "Flamingo" ricorda Bud Brisbois, erede di Maynard nella band di Kenton e negli studi d'incisione di Hollywood. Il virtuosismo presente nelle migliori edizioni delle band di Ferguson é all'opera in "To Bop", mentre "Melodia Infinita" é opera di Pino Iodice, il cui arrangiamento é fra le cose piú intense del disco e ci consente di apprezzare Tofanelli anche nel registro "normale," piú cantabile dello strumento, ben evidente in "Dania's Theme", ballad per flicorno eseguita con molta eleganza. Episodi di piacevole routine come "Father" o "Who's Your Daddy," si alternano a lavori dalla scrittura piú densa, come il funky "Deal with It". Flamingo ci lascia con una sensazione di energica vitalitá, spesso dimenticata dalle pose che troppo jazz oggi preferisce assumere. Presenta un repertorio di livello alterno, ma sempre ineccepibile sul piano professionale. Lascia la voglia di vedere esplorate con maggior profonditá strade unitarie sul piano estetico (ad esempio quella indicata da "Melodia Infinita") e di ascoltare su disco gli omaggi a Ferguson, Kenton o Cat Anderson, oggetto di molti concerti di Tofanelli.

fonte: http://italia.allaboutjazz.com

Top ↑


All About Jazz, ITALIA – recensione di Valerio Prigiotti - 2010

“Flamingo” cd
Andrea Tofanelli | ACM Records (2010)
Richiesto in America per stage e concerti, presente da anni in tutte le principali trasmissioni televisive, voluto da Bruno Tommaso a Barga Jazz come Prima Tromba e da Massimo Nunzi nei suoi progetti dedicati a Stan Kenton e Maynard Ferguson. Ecco alcune tracce che possono dar conto del ruolo di Andrea Tofanelli nella comunitá trombettistica italiana, all'interno della quale é apprezzato per la sua maestria nel registro sovracuto e il suo impegno didattico. Con Flamingo giunge al terzo CD, dopo Mattia's Walk e un album di arie classiche e napoletane. La nuova esperienza lo vede in trasferta, alla testa di una potente orchestra americana e alle prese con un repertorio studiato per evidenziare il dominio dei bisacuti, ma senza dimenticare un registro centrale che negli anni ha visto una bella maturazione, acquisendo corpo e calore. Dopo un'apertura che strizza con gusto l'occhio al mercato americano ("Volare" e "Nessun dorma") il disco prende una piega molto piú interessante per l'appassionato di jazz, offrendo arrangiamenti di maggior spessore e brani originali e stimolanti. "The Last Legend" é una ballad per tromba e piano, dedicata a Ferguson e in grado di mostrare come, nelle mani di Tofanelli, il registro estremo della tromba possa essere suonato con delicatezza e controllo dinamico. "Flamingo" ricorda Bud Brisbois, erede di Maynard nella band di Kenton e negli studi d'incisione di Hollywood. Il virtuosismo presente nelle migliori edizioni delle band di Ferguson é all'opera in "To Bop", mentre "Melodia Infinita" é opera di Pino Iodice, il cui arrangiamento é fra le cose piú intense del disco e ci consente di apprezzare Tofanelli anche nel registro "normale," piú cantabile dello strumento, ben evidente in "Dania's Theme", ballad per flicorno eseguita con molta eleganza. Episodi di piacevole routine come "Father" o "Who's Your Daddy," si alternano a lavori dalla scrittura piú densa, come il funky "Deal with It". Flamingo ci lascia con una sensazione di energica vitalitá, spesso dimenticata dalle pose che troppo jazz oggi preferisce assumere. Presenta un repertorio di livello alterno, ma sempre ineccepibile sul piano professionale. Lascia la voglia di vedere esplorate con maggior profonditá strade unitarie sul piano estetico (ad esempio quella indicata da "Melodia Infinita") e di ascoltare su disco gli omaggi a Ferguson, Kenton o Cat Anderson, oggetto di molti concerti di Tofanelli.

fonte: http://italia.allaboutjazz.com

Top ↑


All About Jazz 2010, USA – Recensione di Nicholas F. Mondello

“Flamingo” cd
Andrea Tofanelli | ACM Records (2010)
Nel 1974, uno spericolato equilibrista francese di nome Philippe Petit camminò ad altezza vertiginosa su un cavo che univa le Torri Gemelle a New York. Egli riuscì a elettrizzare il mondo pre-internet, pre-YouTube attraversando la distanza tra i due edifici per ben 8 volte, un atto di incredibile abilitá, agonismo e coraggio che poi raccontò dettagliatamente nel suo libro “To Reach the Clouds” (North Point Press, 2002). Analogamente, con questo disco “Flamingo” il trombettista italiano Andrea Tofanelli ha realizzato in modo magnifico la propria incredibile impresa, suonando con bravura e brillantezza ad altezze proibitive. Tofanelli ha scalato le vette del mondo della tromba, con una capacitá quasi sovrumana di portare questo strumento dentro e oltre quel rarefatto regno frequentato da artisti del calibro di Maynard Ferguson, Cat Anderson e Bud Brisbois. Evitando di strozzare questi suoni e di suonarli come un esercizio puramente ginnico, Tofanelli dimostra invece di essere un musicista puro e un mago in tutti i registri, riuscendo ad arrivare ai limiti dell‘udibile, dove nessuno é mai arrivato prima. “Flamingo” prende il via con una fresca rielaborazione in chiave latina di "Volare", un successo degli anni '60 di Domenico Modugno. Il gioco di parole é sulla parola “volare”, e infatti Tofanelli vola al di lá della stratosfera, in ogni suo ambito. Il titolo potrebbe provenire direttamente dal repertorio di Ferguson o di Stan Kenton, mentre l'inclusione di brani come il "Nessun Dorma" e "Melodia Infinita" mettono in risalto la musicalitá con cui Tofanelli usa la sua estensione e le sue potenzialitá. Non si sentivano suoni del genere da quando Maynard Ferguson (per il quale Tofanelli ha composto ed eseguito "The Last Legend") regnava nell‘Olimpo dei trombettisti. L‘abilitá e il gusto sob rio al flicorno risplendono in brani come “Father” e “Dania‘s Theme”, che mostrano come egli abbia l‘intelligenza artistica e il cuore di pensare sempre e comunque alla musica e al fraseggio, e non soltanto al registro acuto. Infatti egli evita accuratamente di usare il suono morbido del flicorno su registri striduli e acuti, come invece fanno in molti. E, a suo merito, questo acutista é anche in grado di fare jazz: nel brano “To Bop” il suo fraseggio é stellare. Con “Who‘s Your Daddy?”, un ribollente brano latineggiante condit o da sovracuti alla Sandoval, completa quello che possiamo definire un vero e proprio “tour de force” delle sue potenzialitá acutistiche. Paragonato a Tofanelli, qualsiasi altro trombettista potrebbe restare intimorito da questa domanda (“Who‘s Your Daddy?” significa letteralmente “Chi é tuo padre?”, ovvero “Ma chi sei?”), alla quale invece Tofanelli risponde veramente in modo definitivo. La ritmica messo insieme per registrare questo disco lo supporta con gusto in “Deal With It”. I brani hanno un sapore europeo, ma l‘esecuzione é invece swingante, intensa e con molto tiro. Anche la big band supporta Tofanelli con piglio fiero ed energia. Il giudizio totale su questa produzione é ottimo, certamente una sfida anche per le possenti capacitá esecutive di Tofanelli. Sicuramente Maynard Ferguson, Cat Anderson e Bud Brisbois staranno sorridendo dalla “stanza di sopra”, sapendo che il loro testimone é passato nelle mani di questo meraviglioso talento musicale. Il nome di Tofanelli può tranquillamente essere aggiunto a quelli del Pantheon dei grandi acutisti. Mentre gli appassionati di musica e i musicisti stessi si soffermeranno probabilmente a considerarne l‘abilitá artistica, i trombettisti invece s‘inchineranno davanti al talento, l‘abilitá e la musicalitá di Andrea Tofanelli, un fenomeno stellare.

fonte: www.allaboutjazz.com

Top ↑


“Rendez-Vous”, Rivista Ufficiale del Lussemburgo - 02/2007

"Trumpet Summit: Randy Brecker, Claudio Roditi, Andrea Tofanelli, Ernie Hammes (2 Marzo 2007), un vertice dei piú incredibili trombettisti del mondo, qualcosa di mai visto in Lussemburgo"

Top ↑


Recensione del concerto “Maynard Ferguson Tribute” al Rowan Jazz Festival, Philadelphia USA, 2007.

" " Alcuni musicisti impiegano mesi per imparare la musica", ha detto il prof. Gorge Rabbai del Dipartimento Musica “Ma con Tofanelli é venuto tutto veramente bene con una sola prova”.

fonte: Rivista www.thewhitonline.com

Top ↑


“One Final Trip to Birdland” di The Musings of Kev
recensione del “MAYNARD FERGUSON TRIBUT CONCERT” al Touhill Performing Arts Center di St. Louis (USA)
20 Settembre, 2006.

"Il rendersi conto che Maynard era senza dubbio un fenomeno internazionale, come personificato da due ospiti speciali: il trombettista giapponese Eric Miyashiro e il trombettista italiano Andrea Tofanelli, entrambi i quali sono stati eccezionali"

fonte: Sito Ufficiale di Maynard Ferguson

Top ↑


JazzReview.com magazine, guida completa al jazz sul web.

Recensione del cd “Mattia‘s Walk and Tribute to Maynard ferguson”, di Dr. Ana Isabel Ordonez.
Andrea Tofanelli é un gentleman ed é anche uno dei piú grandi strumentisti e trombettisti d‘Europa. In Italia, dove Andrea é nato e vive, é un‘icona. Dirigendo le sue bands, apparendo in tv da molti anni in numerosi shows televisivi, insegnando tromba e jazz all‘Istituto Musicale “O. Vecchi” di Modena, Andrea appare sempre eccezionale, come trombettista e anche umanamente come persona. Andrea é un virtuoso con l‘appetito di un Leone, sia nella musica classica che nel latin jazz. Possiamo considerarlo come il il Pavarotti dell‘estremo registro acuto trombettistico, spericolato esecutore di Do e di Fa bisacuti. Anche se di origini mediterranee, egli ha i ritmi latini nel sangue come se in America Latina ci fosse nato. Questo cd é uscito nel 2000, dedicato al suo primo figlio Mattia, ma é anche un tributo a Maynard Ferguson. Il senso dell‘orchestrazione é perfetto e le capacitá di Andrea come leader sono invidiabili. Tofanelli esplora gli stili del latin jazz con assoluta maestria di fraseggio ed esplosiva passione, in tutte le sue dinamiche. Le sue capacitá trombettistiche sono impressionanti e trascinano anche la sezione ritmica della band. Le sue capacitá strumentali sono senza fine e la maggior parte degli amanti della tromba resta stupefatto quando lo ascolta suonare per la prima volta. Mattia‘s Walk é un CD dove interpretazione, improvvisazione, arrangiamenti, orchestrazione e la creazione multi-ritmica esplodono e danno un grande contributo al latin jazz. Andrea Tofanelli cattura l‘attenzione nel modo in cui controlla la sua tromba in mezzo ad acque tempestose. In “For So Many Years” il suo flicorno accarezza le note con perfetta tecnica classica. Questo musicista é un virtuoso, e in piú é dotato di un cuore gentile e di una sincera emozione che traspare dai suoi occhi, che fanno venire in mente gli occhi di Chet Baker"ma solo gli occhi! La sua leadership é potente, con l‘abilitá di scavare ogni brano musicale fino alle sue radici. Gli arrangiamenti sono fenomenali, comprovando che Tofanelli é un maestro dei complessi ritmi latini. Il suo lavoro verrá molto apprezzato negli ambienti musicali di New York. Detto questo, “The Boss” Maynard Ferguson deve essere orgoglioso della traccia 12: il concerto “Maynard Ferguson” é un prezioso tributo alla Leggenda del registro sovracuto, da parte di questo grande, talentuoso trombettista italiano!

fonte: www.jazzreview.com

Top ↑


Jazz Convention – 2006, di Fabio Ciminiera

"Il racconto de “Le Cittá del Jazz” si popola, così, di ironia e di musica, si snoda tra i virtuosismi, come, ad esempio, i sovracuti di Andrea Tofanelli alla tromba, e l'energia della sezione fiati"

fonte: www.jazzconvention.net

Top ↑


Concorso Internazionale "Piacenza Jazz Arrangers" 2006

"Il racconto de “Le Cittá del Jazz” si popola, così, di ironia e di musica, si snoda tra i virtuosismi, come, ad esempio, i sovracuti di Andrea Tofanelli alla tromba, e l'energia della sezione fiati"

fonte: www.jazzitalia.net

Top ↑


International Trumpet Guild, USA
Recensione del cd “Ricordo di Napoli”
di Thomas R. Erdmann, ITG Jazz Editor, professore di tromba e direttore d‘orchestra, Elon University, Elon NC.

Il secondo disco da leader del trombettista italiano Andrea Tofanelli lo trova come voce solista , accompagnato da un‘orchestra rinforzata, di una varietá di canzoni popolari italiane. Suonando con un timbro robusto e chiaro ovunque in tutti i registri, inclusi quelli piú acuti abitati da Bud Brisbois, l‘abilitá di Tofanelli di cantare genuinamente le melodie attraverso la propria tromba non é mai in discussione. Suonando con una verve e un gusto che riporta indietro a Harry James, includendo l‘ampio vibrato, Tofanelli é un grande esempio di come un corretto uso dell‘aria possa aprire alla tromba una miriade di possibilitá pienamente realizzate di suono. Grande ammiratore di Maynard Ferguson, il primo disco di Tofanelli come leader é un tributo al grande specialista di note acute, col quale condivide un certo slancio; qui, Tofanelli non mira all‘arena della tecnica-lampo ma al contrario alla sfera emotiva dei sentimenti. Non ci sono improvvisazioni di cui parlare, ma solo ben eseguite, eleganti registrazioni di canzoni strappacuore. Forse meglio descritto come un equivalente strumentale tecnicamente perfetto di Andrea Bocelli, Tofanelli dimostra perché la sua fama sta crescendo e si sta consolidando sempre di piú fuori dal sua Paese d‘origine..

Top ↑


International Trumpet Guild, USA
Recensione del cd “Mattia‘s Walk and Tribute to Maynard Ferguson”
di David A. Johnson
professore di armonia al Berklee College of Music, Boston MA.

La prima fatica solistica, registrata nel 2000, del trombettista italiano Andrea Tofanelli é sottotitolata “Tribute to Maynard Ferguson”. E c‘é molto in evidenza dello spirito di Maynard dall‘inizio alla fine di questa raccolta. Tofanelli possiede uno spaventoso controllo dell‘estremo registro acuto della tromba e non ha paura di usarlo. In aggiunta a questo tour-de-force, “Maynard Ferguson”, che Maynard stesso eseguì con l‘orchestra di Stan Kenton nei primi anni 50‘, Tofanelli dispiega le sue note acute liberamente in tutto questo set di composizioni contemporanee che sono per la maggior parte nel genere Latin e Latin Jazz. In molti brani, attraverso la stregoneria tecnologica della sovraincisione, Tofanelli crea una sezione di prime trombe. La sezione ritmica, con pochi cambiamenti di organico da pezzo a pezzo, é eccellente, sostenendo abilmente il lavoro solistico di Tofanelli. Ci sono anche alcuni musicisti ospiti: particolarmente degni di nota sono gli assoli di Mauro Negri al clarinetto e di Roberto Martinelli al sax alto. Gran parte degli assoli di Tofanelli, comunque, sono delle sortite gratuite sui registri sovracuti. Egli tende ad avere contenuti musicali molto piú significativi quando suona il flicorno o la tromba con la sordina harmon. La qualitá del suono é generalmente eccellente, con ottima chiarezza e distinzione. Devo ammettere che dopo ripetuti ascolti sono arrivato a divertirmi con questa musica, così come si può godere di altri piaceri proibiti e peccaminosi. Se sottoscrivi la scuola del “piú acuto e piú forte”questo cd é per te.

Top ↑


Recensione del concorso di arrangiamento per orchestra jazz
“Barga Jazz” 2003 con la Barga Jazz Big Band e Lee Konitz
di Francesco Martinelli, giornalista, critico jazz e scrittore.
All About Jazz Italia 2003

"Tra i Brass, Andrea Tofanelli per il suo lavoro sul registro sovracuto é l‘espressione piú vicina a Maynard Ferguson che l‘Italia ha prodotto, oltre ad essere anche un sensibile solista che ha dimostrato il suo talento al flicorno suonando in quartetto un intenso brano originale"

Top ↑


Recensione del cd “Mattia‘s Walk & Tribute To Maynard Ferguson"
di Marco Losavio
Jazzitalia, Maggio 2003

Andrea Tofanelli é un trombettista con molteplici e variegate esperienze che vanno dal classico alla musica leggera, al jazz, al latin, alla sezione trombe di diverse orchestre. La caratteristica piú rilevante di questo trombettista é la sua tecnica e il modo in cui utilizza la tromba su un registro sovracuto. Lo strumento sale fino a raggiungere vette dove le note sono rarefatte, l'ossigeno manca ma il sustain é mantenuto solidamente. Nonostante si sia ad altissima quota, il suono é pulito, pieno, il fraseggio é adeguatamente sofisticato e la dinamica assolutamente sotto controllo. Insomma, non vi aspettate suoni estremi ottenuti in modo circense ma note acute, squillanti, funzionali a questo stile derivante da Maynard Ferguson, Arturo Sandoval o Gillespie. Il CD é apertamente dedicato in particolare a Ferguson anche perché riporta una piccola chicca e cioé la reincisione di un concerto che Ferguson incise con Stan Kenton nel 1954. Da allora non l'ha inciso piú nessuno e la versione di Tofanelli é attualmente l'unica, oltre quella di Ferguson stesso. Tra l'altro, in questa orchestra (la Jazz Art Orchestra) figura, tra le trombe, anche Fabrizio Bosso. In questo CD troviamo molto latin: cha cha cha, samba, partido alto, bayon, bossanova ma anche una ballad: For So Many Years composta da Tofanelli stesso (autore della maggior parte dei brani). Qui Tofanelli mostra un'assoluta padronanza anche con un suono oserei dire, "normale ", molto Bakeriano, molto affascinante. Bel brano. C'e' spazio anche per una contaminazione acid jazz molto gradevole: Modern Child composta sempre da Tofanelli. Una nota di merito ai compagni di viaggio di Tofanelli. Sandro Debellis alle percussioni contribuisce notevolmente, insieme al batterista Tony Arco e al bassista Carmelo Isgrò, a rendere questa musica ritmata in modo impeccabile, così come va notato il pianista Nelson Betancourt che sostiene armonicamente le evoluzioni di Tofanelli e non si fa trovare mai impreparato quando deve dargli il cambio nei soli. Analogamente lo splendido clarinetto di Mauro Negri fornisce un tocco di vera classe durante i suoi interventi. Ci sono molti altri contributi che vanno segnalati perché tutti di ottima fattura: Roberto Martinelli al sax alto, Massimo Zanotti al trombone, Riccardo Fioravanti al contrabbasso, Mauro Grossi al piano (e anche arrangiatore del Maynard Ferguson concert). In conclusione, un CD che sprizza energia, desiderio di sfogare attraverso le note emesse dal proprio strumento una contagiosa gioia di suonare, di farsi coinvolgere dal ritmo.

Top ↑


Recensione del cd “Ricordo di Napoli”
di Alex Sullivan
Il Corriere di Sesto (Mi), Marzo 2003

Ci voleva la versatile tromba di Andrea Tofanelli per imbastire, così a regola d‘ arte, un omaggio solo strumentale dedicato alla verace tradizione musicale di Napoli. Un disco sicuramente all‘ altezza delle migliori colonne sonore da pellicola cinematografica. Le immortali “o Sole mio”, “Malafemmena”, “Torna a Surriento”, “Voce e‘ notte”, “Na‘ sera e‘ Maggio”, “Malafemmena”, “Reginella” ecc" mai hanno avuto spazio, tutte insieme, all‘ interno di una produzione discografica dalla veste così fresca, diretta, per nulla commerciale. Un‘ idea geniale, perché a decantare la gloria di composizioni tanto popolari non c‘é la solita grassa voce napoletana di melensa melodia e facile presa, ma piuttosto una sfolgorante “prima tromba” pronta a cimentarsi in assoli da brivido, suonando ora con flautata fluiditá, ora con energica sferzata “jazz”. Una Signora Tromba che all‘occorrenza riesce addirittura a prendere il posto della voce umana, “vocalizzando” decisa quei cari ritornelli nostrani"

Top ↑


Recensione del cd “Mattia‘s Walk & Tribute To Maynard Ferguson”
di Alex Sullivan
Il Corriere di Sesto (Mi), Febbraio 2003

Ebbene, lo confesso: sono stato letteralmente conquistato dal tributo a Maynard Ferguson inciso su questo cd di Andrea Tofanelli, un trombettista e musicista dalla sensibilitá interpretativa estrema che, coadiuvata dalla salda preparazione tecnica, ne fa un fenomeno delle note a fiato. Una piacevolissima avventura jazz su ritmi samba, bossanova, latin jazz e un pizzico di cha cha in apertura, per tuffarsi verso l‘ epilogo in esaltanti sonoritá acid jazz e latin funk. Un disco cover (ma al contempo d‘ autore, essendo 6 i brani composti oltre che eseguiti dallo stesso Tofanelli), “cantato” nelle sue 12 tracce dalla magistrale e acutissima tromba di Andrea, che per l‘occasione ha radunato colleghi ed amici della scena jazz del calibro di Nelson Betancourt e Roberto Martinelli, oppure la mitica Jazz Art Orchestra qui diretta da Carlo Gelmini per l‘ eccezionale tributo a Maynard Ferguson, in cui Tofanelli é sbalorditivo performer solista. Tanto che, il 7 Maggio del 2000, é stato invitato dallo stesso Ferguson ad esibirsi con la sua Big Bop Nouveau Band al Teatro Comunale Ponchielli di Casalmaggiore (Cr). Un evento, nella sua ricca carriera, che rimarrá indelebile nella memoria degli appassionati del genere.

Top ↑


Recensione dell‘ album "Mon Petit GarÁon"
della cantante italo-francese YuYu
Novembre 2002

"Le musiche soddisfano pienamente le aspettative del pubblico piú esigente e colto, che sa apprezzare una produzione artistica accurata, dove anche l‘elettronica é suonata live in studio. Un album che trasporta raffinatezze degne della miglior Sade in pieno territorio lounge e chill out, viaggiando sui fiati di maestri come Claudio Pascoli (sax), Andrea Tofanelli (tromba e flicorno) e Massimo Zanotti (trombone)...

fonte: www.italianmusicawards.it,

Top ↑


Recensione dell‘ album "Mon Petit GarÁon"
della cantante italo-francese YuYu
Novembre 2002

"Le musiche soddisfano pienamente le aspettative del pubblico piú esigente e colto, che sa apprezzare una produzione artistica accurata, dove anche l‘elettronica é suonata live in studio. Un album che trasporta raffinatezze degne della miglior Sade in pieno territorio lounge e chill out, viaggiando sui fiati di maestri come Claudio Pascoli (sax), Andrea Tofanelli (tromba e flicorno) e Massimo Zanotti (trombone)...

fonte: www.italianmusicawards.it,

Top ↑


Recensione di Barga Jazz 2002, Thelonious Monk
All About Jazz

"La Giuria ha comunque segnalato l'altissimo livello della competizione" Tra i solisti, in evidenza la tromba di Andrea Tofanelli"

Top ↑


Recensione di Barga Jazz 2002, Thelonious Monk
di Alessandro Staiti
All About Jazz

"Venerdì 23 l'orchestra di Barga Jazz interpreta le composizioni originali della sezione B" » la volta poi di "Congressional Roll Call" di Scott Reeves, musicista americano. Si tratta di una composizione molto articolata e complessa - forse perfino complicata - nella sua architettura ritmica, tanto da costringere l'orchestra a un evidente sforzo" Circa a metá, il brano si sposta su atmosfere latine che favoriscono il solo cristallino della tromba di Tofanelli, per poi terminare spostandosi verso il free... ...Subito dopo é la volta della Sezione C"seguito dalla malinconica "Notte di Marzo", con un intenso solo di Tofanelli che risuona nel silenzio totale dell'orchestra" Vince meritatamente la sezione C "Notte di marzo"

Top ↑


Sound and Images" del Morenghi-Borgazzi Quartet
Note di copertina del cd
di Aldo Gianolio

...in Metropolitan Tribal Dance, Colours e Sound and Images il quartetto si trasforma in sestetto con l'aggiunta del brillante ed estroverso trombettista Andrea Tofanelli, dotato di una tecnica cristallina che a comando e sempre nei momenti opportuni diventa sfavillantemente pirotecnica con piena padronanza nell'esecuzione dei sovracuti...

Top ↑


Sound and Images" del Morenghi-Borgazzi Quartet
Note di copertina del cd
di Massimo Monti, Produttore MAP.

...Notevole é la vena compositiva nelle varie tracce del cd che, come parti dai diversi colori ed atmosfere, riescono a formare un intero, omogeneo quadro di " SUONI ed IMMAGINI". Si riconosce con facilitá l'originalitá interpretativa, l‘esuberanza nei fraseggi tra le note sovrapposte dei fiati e quel "tocco di classe" della tromba di Andrea Tofanelli...

Top ↑


Recensione di Barga Jazz 2001
di Adamo Cordati
All About Jazz - Luglio/Agosto 2001

...Francesco Martinelli, presidente quest'anno della giuria, ha sottolineato l'alto livello complessivo del concorso, e l'impeccabile prestazione dell'orchestra in cui hanno spiccato solisti come Andrea Tofanelli alla tromba"

Top ↑


Recensione del cd "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"
di Steven Loewy
Double Time Jazz, 2001

Il trombettista italiano Andrea Tofanelli chiama questo disco “un tributo a Maynard Ferguson” ed é facile capire perché. L‘Italiano trascina la Jazz Art Orchestra mettendosi in evidenza con la stessa selvaggia esuberanza di alcune eclatanti sortite di Ferguson a metá e tarda carriera. Tofanelli é un maestro di tecnica autoritario, con una tendenza ostinata per la stratosfera. Riguardo al concerto “Maynard Ferguson” scritto da Shorty Rogers, si potrebbe persino giurare che l'italiano é Ferguson stesso da quanto é bravo. E, come nello stile di Ferguson, ci sono eccessi e un pò di enfasi plateali, ma tutto é suonato con grande e positivo divertimento e le sue qualitá di showman sono impressionanti. Tofanelli dá a questo cd un gusto cubano, con ritmi in levare e tempi ballabili. Ci sono anche alcuni ottimi assoli poiché Tofanelli ha coinvolto alcuni apprezzabili musicisti della vibrante scena italiana del jazz, quale il clarinettista Mauro Negri e il pianista/arrangiatore Mauro Grossi. La band é scintillante, a volte persino accattivante, e soddisferá tutti quelli che amano il sound latino delle big bands e la tecnica impressionante della tromba.

Top ↑


Recensione del cd "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"
di Luigi Sidero
All About Jazz, 2001

Una tromba esplosiva ed una spiccata predilezione per ritmi latini e caraibici, fanno di Mattia's Walk un concentrato di allegria. Acuti, bisacuti e trisacuti, sono le caratteristiche di Andrea Tofanelli, un trombettista che fa di virtuosismo e potenza l'espressione principale della sua musica, articolando ardite frasi e spingendo sempre piú in su, pur mantenendo sempre il pieno controllo dello strumento e del suono. Uno stile di certo non sobrio, ma che affascina per le eccellenti qualitá solistiche di Tofanelli, capace di penetrare a fondo lo spirito di una ballad ("For So Many Years" ad esempio), e di "spaccare tutto" in scatenati latin come "Nigerian Marketplace" o "Round Dance". Un jazz molto vicino al Gillespie "cubano" (come fa notare Enrico Rava nelle note di copertina, c he esaltano il talento di Tofanelli) trascina, diverte e rapisce, con tanti ed ottimi musicisti sulla scena. Difficile non ubriacarsi nel seguire le iperboliche evoluzioni della tromba!

Top ↑


Recensione del cd "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson
di Aldo Gianolio
Musica Jazz, Maggio 2002

C'é una ragione per cui Tofanelli é stato l'unico trombettista italiano ad avere l'onore di suonare con l'orchestra di Maynard Ferguson (a Casalmaggiore nel 2002): la sua tecnica, che si avvicina a quella del maestro statunitense, é strabiliante per la padronanza completa nell'uso dei sovracuti. Questo disco ha la programmatica intenzione di metterli in risalto, riuscendoci pienamente. Accomunati da una certa atmosfera straight ci sono brani di diverso livello, per la maggior parte basati su festosi ritmi latinoamericani (samba, cha cha cha, bossa nova, bayon, mambo). Ma a contare sono soprattutto gli assoli di Tofanelli, alcuni davvero pregevoli.

Top ↑


Recensione del cd "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"
di Jack Bowers
Cadence Magazine, Ottobre 2001

Il trombettista Andrea Tofanelli impiega un nutrito cast di musicisti in questo cd e non ci vuole molto per identificare quale sia il suo modello di riferimento principale nel ruolo che ricopre. Ma nel caso in cui non apparisse subito evidente, il titolo dell‘ultimo brano (lo spettacolare concerto “Maynard Ferguson” scritto da Shorty Rogers) spazza via qualsiasi incertezza residua. Tofanelli si é esercitato ovviamente per molti anni nelle sue note acute e le usa con grande effetto in questa formidabile esercitazione di jazz di sapore prevalentemente latin. Anche se non suona il Superbone di Maynard Ferguson, egli riesce comunque a trasformarsi in un'esperta sezione di cinque trombe usando le sovraincisioni. Nella sezione di trombe che lo affianca invece nel concerto “Maynard Ferguson" ci sono altri due trombettisti (F. Bosso ed A. Guzzoletti) e l‘ intera Jazz Art Orchestra di Parma condotta da Carlo Gelmini. Questo brano é veramente il punto culminante, ma ci sono anche molti altri momenti significativi in questo, spesso meraviglioso, album. Considerando l‘ impressionante tecnica di Tofanelli e il suo suono luminoso, non si resta sorpresi nell‘ apprendere che é un musicista con una solida preparazione classica che si é formato lavorando come prima tromba e solista in ogni genere di musica, dall‘orchestra classica fino alla big band, collaborando con alcuni dei piú famosi nomi del jazz (incluso Maynard Ferguson). Quando uno può avere così tanto talento da lasciare "senza parole" un collega come Enrico Rava dopo una prova d‘orchestra, allora ci troviamo veramente di fronte ad un musicista di spessore. Nelle note di copertina Rava paragona il lavoro di Tofanelli su questo album a quello di un altro trombettista notoriamente incline al registro acuto, Arturo Sandoval, e questa é una considerazione assolutamente giusta. Inoltre elogia anche i musicisti che accompagnano il leader e anche qua coglie nel segno, poiché le varie formazioni prestano il loro assiduo e valido supporto in tutte le composizioni del cd. I ritmi variano dal cha cha al bayon, dal samba alla bossa, con un pò di latin funk, acid jazz e perfino una ballad o due come condimento finale, e Tofanelli dimostra di essere maestro in tutto. Ma sono i suoi abbaglianti interventi nel registro sovracuto che lasciano senza fiato, quantunque egli sia anche un esperto e penetrante improvvisatore. La qualitá della registrazione potrebbe essere migliorata, ma Tofanelli é superiore a tutto questo e dá un‘ulteriore convincente prova, se mai ce ne fosse bisogno, che il talento musicale non conosce confini.

Top ↑


“Ricordo di Napoli”
Note di copertina del disco
di Fio Zanotti – 2001

Il suono, lo swing e l‘estensione sono doti non comuni, che non tutti possiedono. Quando trovi un musicista con tutte queste qualitá, non puoi fare a meno di fargli i complimenti. E‘ il caso di Andrea Tofanelli, trombettista d‘eccezione ormai sempre presente nelle mie sessions. Ed é con immenso piacere che porgo a lui l‘augurio di raggiungere un grande e meritato successo.

Top ↑


“Ricordo di Napoli”
Note di copertina del disco
di Peppe Vessicchio - 2001.

"...grande cuore, straordinaria tecnica e una invidiabile versatilitá fanno sì che Andrea Tofanelli primeggi sia che si tratti di una big-band section sia che si debba "liricheggiare" con una melodia popolare napoletana. Uno strumentista a tutto campo, in possesso di linguaggi appropriati, esempio molto utile per coloro che intendono intraprendere la carriera di musicista a trecentosessanta gradi."

Top ↑


"Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"
Note di copertina del cd
di Davide Ielmini - Settembre 2000

Per chi fa del jazz una professione, il nome di Andrea Tofanelli rappresenta da tempo un punto di riferimento. Basti pensare alle sue presenze nell‘ orchestra che ogni anno si cimenta a Barga al concorso per i migliori arrangiamenti: é lì che Bruno Tommaso lo ha voluto ed é lì che lo ha piú volte premiato per le doti artistiche che sarebbe improprio definire standard. Ed é sempre sul quel palco che Enrico Rava é riuscito a cancellare dal viso le linee da maestro severo per concedere ad Andrea un sorriso da amico. Forse da ammiratore (o da talent-scout?). Ma Tofanelli vuol dire anche Jovanotti (faceva parte della sezione fiati che accompagnava il cantante nel tour “Lorenzo-L‘ Albero 1997”), Demo Morselli, Mediaset e RAI (in “Francamente me ne infischio” di Adriano Celentano). Nel 1996, poi, lo chiama Peter Erskine e gli affida il ruolo di prima tromba nell‘ orchestra che sará al suo fianco in tournée. Un musicista poliedrico questo Tofanelli, non fosse altro per la sua duplicitá: uomo di spettacolo (lo si sente da come affronta il percorso musicale) con una magnifica predisposizione ad “addolcire” le composizioni anche piú pretenziose, e artista piú dell‘essere che dell‘apparire, ispirato dai grandi maestri del jazz e del latin jazz, come Arturo Sandoval. Ma non solo: non viene infatti negato un piccolo spazio alle contaminazioni giovanili dell‘ acid jazz, alle quali Tofanelli imprime una ragione artistica solida che evita inconvenienti. Tofanelli sdrammatizza, diverte, coinvolge, trascina. Anche e soprattutto quando decide di registrare (dal 1956 nessuno l‘aveva piú fatto nella sua versione originale) l‘ iperbolico “Maynard Ferguson”, un toccasana per polmoni, gola e labbra. Un brano che é difficile non considerare come l‘ incubo di tutti i trombettisti: una prova, se volete, di conservatorio. Fatto sta che Andrea non si accontenta dell‘ incisione, prende il nastro e lo invia a Ferguson. La riconoscenza non mancherá: Maynard lo inviterá ad un suo concerto in Italia e Tofanelli non si fará attendere salendo sul palco. Probabilmente ad Andrea qualcuno consiglierá un cambio di genere: un tale dotato jazzista non può “perdersi” negli sgambettamenti e nei roteanti bacini di chi chiede la bossanova o il mango. I suoi acuti sono troppo sono troppo mirati e professionali per chi non sopporta il jazz ma adora la danza? No. Tofanelli é un esempio di “chirurgia musicale”: assembla la serietá e la dedizione all‘ intrattenimento e alla passione popolare. Eppure questo disco fará aprire le orecchie a chi di jazz se ne intende: per gli arrangiamenti e gli interventi di Mauro Grossi o Mauro Negri, per la tempra della Jazz Art Orchestra in “Maynard Ferguson”, per la ritmica (che nel latin-jazz é “quasi” tutto) e per le ascensioni di Andrea che, tra colonne d‘aria e pressioni sul bocchino, sono come un cubetto di ghiaccio sulla pelle. Certo, ascoltando il CD non sará difficile pensare a Cuba, ma l‘isola é piú quella di Ry Cooder con il suo Buena Vista Social Club (come spessore artistico dell‘ evento) che il paradiso tutto spiagge e bikini ristretti celebrato dai dépliants pubblicitari. Il contrasto che si genera tra prodotto di consumo “commerciabile” e opera d‘ arte da fruire in un ascolto “mirato” é il principale punto di forza di Andrea: il saper conciliare, senza troppi compromessi, la forma al contenuto, e quest‘ultimo alle preferenze degli ascoltatori. Che, senza dubbio, potranno scegliere se sfinirsi nei giri dei passi o abbandonarsi a quelli armonici. Davide Ielmini

Top ↑


"Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"
Note di copertina del cd
di BrunoTommaso - Settembre 2000

Sono tanti i motivi per apprezzare la musica di questo disco: innanzi tutto la freschezza, il brio, la gioia di vivere e quindi di suonare nonché la voglia di trasmettere vitalitá e sentimenti senza indugi o barriere intellettualistiche. E poi la bella lezione di professionalitá, cosa di non poco conto di questi tempi se si considera quanto il patrimonio di competenze, la duttilitá e la disponibilitá a mettersi in gioco siano utili e talvolta indispensabili per la realizzazione di progetti artistici nelle piú variegate direzioni. Ben vengano quindi strumentisti, mi correggo, musicisti della statura di Andrea Tofanelli che tra l'altro ha saputo circondarsi di compagni d'avventura di tutto rispetto come Mauro Grossi, Roberto Martinelli e Mauro Negri, la piacevole scoperta Betancourt e le formidabili sezioni ritmiche che si alternano nelle esecuzioni. Certamente il virtuosismo di Tofanelli colpisce e a qualcuno potrá sembrare esageratamente funambolico: e perché no? La Costituzione italiana non proibisce di saltare le mezze misure e se un giovane artista ha voglia di esagerare é bene che lo faccia: avrá tempo per trovare momenti piú cogitabondi, e non é escluso che giá non emergano. Nella realtá dei fatti, dietro questa apparente spensieratezza si percepisce studio, passione, dedizione e sacrificio che messi insieme ci regalano un vero catalogo di generi intorno al fantasmagorico mondo che oscilla tra jazz e cultura latino-americana, con brillanti tratti di colore e di accuratezza poliritmica, per terminare con l'interessante composizione di Shorty Rogers deliziosamente riproposta in versione non fotocopiata ma al tempo stesso con una valenza che potremmo rischiare di definire filologica. Bravo Andrea!
Bruno Tommaso

Top ↑


"Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"
Note di copertina del cd
di Enrico Rava - Ottobre 2000

A questo punto della mia vita ho ascoltato tanta di quella musica e tanti di quei musicisti che non mi stupisco piú di niente (o quasi). Devo però confessare che quest‘estate, a Barga Jazz, quando ho sentito per la prima volta le prove dell‘orchestra e soprattutto quando ho sentito per la prima volta Andrea Tofanelli guidare la sezione di trombe dall‘alto della stratosfera con swing, autorevolezza e con un suono grande come una casa, sono rimasto letteralmente senza parole e con una gran voglia di conoscere meglio questo musicista per il quale la tromba incomincia lá dove per la maggior parte dei trombettisti finisce. Infatti Andrea dá il meglio di sé dal do acuto in poi, e nel suo caso il “poi” significa che ha ancora a disposizione un‘ altra ottava e mezza (e anche di piú...) e non con dei fischi o degli effetti incontrollati ma con delle note reali, piene, chiare e precise come sciabolate, con un fraseggio articolato e coerente, con assoluta padronanza delle dinamiche, con un grande cuore ed una notevolissima espressivitá. A Barga abbiamo lavorato insieme quattro giorni ed ho avuto modo di apprezzare sempre di piú le doti musicali ed umane di Andrea, il suo grande amore per la musica e per il suo strumento. Ho avuto modo di ascoltarlo sia in orchestra come prima tromba (ruolo che interpreta in modo eccezionale ed insolito, essendo al tempo stesso prima tromba, acutista e solista) che in jam session come improvvisatore e mi ha incantato per il controllo dello strumento in zone proibite ai piú e per la freschezza della sua ispirazione, il tutto accompagnato da una modestia piuttosto rara. Per questi motivi sono molto contento di scrivere queste poche righe di presentazione di questo CD che ci fa conoscere Andrea anche nella veste di compositore e di leader. Ruoli che svolge con molta intelligenza e con grande consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie caratteristiche. La musica che ci viene offerta é infatti ideale per esaltare le qualitá di Tofanelli, il cui modo di suonare é senz‘ altro piú vicino al mondo della musica latina o al Gillespie “cubano”, o se vogliamo ad Arturo Sandoval, che non al jazz di Miles Davis o di Chet Baker. In un certo senso, infatti, questo non é un disco di jazz in senso stretto, pur essendo ricco di ottimi jazzisti e di interventi solistici ad alto livello. Si tratta piuttosto, secondo me, di una musica a cavallo tra il jazz e la musica latina sull‘ onda di Paquito D‘Riveira o di Sandoval. Musica di puro divertimento ma ricca d‘ispirazione, pensata per mettere in evidenza il virtuosismo e le peculiaritá di Tofanelli, e che non mancherá di affascinare tutti gli amanti della tromba.

Top ↑


DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE
(art. 45 e 46 D.P.R. 445/2000)

Il sottoscritto Andrea Tofanelli nato a Viareggio (Lu) il 26/07/1965, residente a Torre del Lago Puccini (Lu) in Via G. Verdi 7, consapevole delle sanzioni penali richiamate dall‘art. 76 del D.P.R. 28/12/00 n. 445 in caso di dichiarazioni mendaci e della decadenza dei benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, di cui all‘art. 75 del D.P.R. del 28/12/00 n. 445; ai sensi e per gli effetti dell‘art. 46 del citato D.P.R. 445/2000; sotto la propria responsabilitá D I C H I A R A che tutte le recensioni sopra elencate corrispondono a veritá e sono state pubblicate su riviste specializzate o su fonti autorizzate su Internet. Ognuna di queste fonti é stata specificata ad ogni recensione.
Torre del Lago Puccini, lì 20/06/2011

Top ↑